Non solo spiaggia: un luogo ricco di storia e bellezze naturali

 

E' nel primo millennio avanti Cristo che l'Isola d'Elba entra nella storia mineraria dell'umanità. Virgilio,Strabone,Diodoro e altri autori classici hanno lasciato scritti sulle miniere di ferro e sulle cave di granito della greca Aethalia e della romana Ilva,l'isola che si trovava nel mare dei Tirreni (Mar Tirreno).

L'Isola d'Elba non a caso è stata legata alla storia per la sua posizione strategica e la ricchezza di minerali del sottosuolo, . Dai Greci era conosciuta con il nome di Aethalia (la fiamma - favilla , dal greco aithalos) per i fuochi visibili dal mare che si alzavano dai forni fusori in cui fondevano il ferro.Per i romani invece il nome era Ilva,dalla denominazione delle popolazioni che l'abitavano. Questa terra era però ben conosciuta anche dalla più raffinata tra le civiltà italiche: gli Etruschi , per i quali il ferro elbano contribuì al prosperare della loro civiltà e costituì un'inesauribile fonte di ricchezza . CAPO SANT'ANDREA era anticamente il luogo prediletto di questa antica civiltà, per l'abbondanza d'acqua e la fertilità della terra :gli Etruschi infatti dalla costa orientale venivano fin dove proprio oggi sorge il nostro Hotel per fondere il ferro,in quanto da sempre zona assai ricca di legname e acqua fondamentali per la lavorazione( basti pensare che per un quintale di ferro occorrevano almeno otto quintali di legna).

Si può dire che per secoli l'abbondanza e la purezza dell'ematite elbana,oltre che la sua ottima posizione strategica, hanno dipinto lo sfondo delle vicende dell'Isola.

Anche i Romani diedero grande importanza economica e commerciale all'Elba : l' apprezzarono per il suo ferro e per i fanghi curativi,come dicono i resti di una delle due antiche ville patrizie in prossimità dell'attuale struttura termale e valorizzarono anche la produzione del vino e le bellezze del paesaggio facendo fiorire un intenso traffico marittimo. Abbiamo un'ulteriore testimonianza del loro passaggio lungo le coste di CAPO SANT'ANDREA per il ritrovamento di due relitti navali,i cui reperti oggi si possono ammirare al piccolo museo archeologico di Marciana,rinvenuti a poca profondità dalle scogliere granitiche che incorniciano il nostro golfo.

 

CAPO SANT'ANDREA ha incantato oggi come nel passato soprattutto per le meravigliose scogliere piane sul cui porfido granitico si possono individuare cristalli di ortoclasio messi in evidenza dalla erosione marina e per l'incanto delle "Formiche della Zanca" che spuntano nel mare vicino alla scogliera di Capo Sant'Andrea,una parete verticale dai 20 ai 40 metri ricca di gorgonie rosse,meraviglia per gli amanti delle immersioni

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Nel dolce connubbio con il mare CAPO SANT'ANDREA vanta un entroterra dominato da antichi vigneti e da sempre dal verde intenso della macchia mediterranea (nel passato vi erano grandi foreste di leccio ,oggi boschi di castagno,leccio ,tasso ,pino d'Aleppo,pino domestico,pino marino) da poter esplorare seguendo i sentieri indicati del GTE del Parco dell'Arcipelago Toscano, un viaggio nell'avventura ,per scoprire le tracce di una storia millenaria o qualche vecchio caprile di montagna ; respirando i profumi della natura, ove dominano il corbezzolo, il ginepro fenicio , il mirto, le eriche Erica arborea ed Erica scoparia, la lavanda ,,,e in lontananza poter scorgere mufloni selvatici incuriositi a osservarci o piccoli simpatici conigli selvatici che corrono qua e là... Soffermarci un attimo e alzando gli occhi a mirar il cielo magari scorgere la pernice rossa ,il falco pellegrino o il picchio muraiolo, le rondini ...e guardando all'orizzonte verso il mare rimanere incantanti di poter assaporare la pace del tempo.

Il paesaggio è indimenticabile, Capo Sant'Andrea è un'isola nell'isola.